- La palestra è brutta. Puzza di sudore, e non venitemi a dire che la vostra ha le finestre su Villa Borghese e non puzza ed è sempre fresca e linda e profumata di Light Blue. La palestra puzza. E' in genere rivestita di orridi specchi ingrassanti e l'arredo è discutibile. I soffitti sono troppo bassi per poter contemplare l'Altissimo e invocare una grazia che faccia cessare tutto il male che si consuma in quella bolgia di sudore e gas mefitici.
- La palestra costa. Per quello che costa pretenderei manopoline usa e getta sulle cyclette, tappetini traspiranti, asciugamani bianchissimi e profumati di ammorbidente, Light Blue nell'airwick e un manipolo di parrucchieri per il dopo.
- La palestra è scomoda e richiede molto tempo. E' sempre vicino a casa ma sembra ogni volta più distante. Dieci minuti per preparare la borsa dimenticando regolarmente la spazzola o il deodorante o le scarpe o tutti e tre. Dieci minuti per arrivare. Dieci minuti per infilarti la maglietta sfigata e le scarpe più obbrobriose che l'uomo abbia mai concepito. Cinque minuti per realizzare che sei abbigliata più o meno come sopra, ovvero come mai avresti voluto vederti da quando hai conosciuto le Principesse Disney.
- La fauna della palestra richiederebbe un post a sè. C'è il quarantenne che passa ai raggi X ogni sacrosanto involucro ventenne gli transiti davanti alle palle orbitali. E' stato provato che dietro tali palle si cela un bagigio, vuoto. Naturalmente il quarantenne si è iscritto alla palestra dei ggggiovani! Possiamo incontrare anche il mandrilletto bebè, il giovine pulzello che si è iscritto alla palestra che faceva il 10% di sconto alle ragazze: occhietto malizioso, mano vorrei-ma-non-posso, pettorali pompati e tanti bisogni repressi. Dai che questa è la stagione buona, ho già scambiato due parole con quelle del corso di aerobica. le ho viste che mi mangiavano con gli occhi. La stramaledetta gnoccona che non si capisce che bisogno abbia di passare le sue ore in mezzo a questo branco di mandrilli. Procacemente invadente in ogni movimento, sguaiata nella risata, bovinamente rapita dal Sè riflesso negli specchi. Specchi che tra l'altro con lei hanno, per qualche bastardo incantesimo, l'effetto opposto a quello che esercitano su chiunque altro. I capelli sciolti e pulitissimi anche dopo due ore di cardiofitness.
- Categoria a parte per moi, la stella della risata, l'astro del rimbalzo, la star del pestaggio di piedi! Costei si muove tra complicati ed enormi macchinari come un brontosauro in un'industria chimica. Attonita per la quantità di macchine di tortura che l'uomo sia riuscito a elaborare per i propri simili; intimidita da pesi che arrivano a toccare cifre inimmaginabili per i suoi muscoletti da voltapagine; costipata per la pena visibile sui volti della gente intorno a lei. Ogni parola sulle sue performance ginniche sarebbe sprecata: per chi desiderasse spiegazioni, rimando sempre al disegno sopra.
- La palestra ha tre docce per spogliatoio, e sono sempre occupate. La fila
di stronzearriva fino a confondersi con quella per i phon a parete, per cui non c'è scampo per te, piccola ignota babbana senza un'amica a tenerti il posto e a dire alle altre: "Scusate tanto eh, la stavo aspettando!" - Le regole non scritte della palestra sono: Dimenticherai sempre qualcosa in spogliatoio, soprattutto lo shampoo Aveda, le chiavi di casa e la tua maglietta preferita. Perderai ogni volta sei elastici. La volta che avrai i brufoli incontrerai mezza facoltà - la metà figa.
mercoledì 18 gennaio 2012
Costipazione da palestra.
Non bastavano anni di tennis, danza, nuoto, sci, basket e pallavolo. No, il signore Iddio doveva mettermi alla prova con un'altra frustrante esperienza.
domenica 15 gennaio 2012
Vita da letterata.
E' facile la vita a Lettere. La mia giornata tipo?
Mi sveglio alle 9, tanto la frequenza non è così necessaria. Gironzolo per la casa, mi sistemo con cura trucco e parrucco, faccio una sana e abbondante colazione leggendo il giornale e poi esco. Vado al Liviano a studiare perché là si trova sempre posto e perché magari incappo nell'assistente (il noto assistente letterato, esempio di umanità e buon cuore) che mi darà preziosi consigli su come affrontare al meglio la dilatatissima sessione d'esame. Ah no, aspetta, c'è un mio amico al bar e non posso non passare a salutarlo! Tra una chiacchiera e l'altra si è fatta l'ora di pranzo. Ci avviamo verso la mensa, che non è mai piena e che ovviamente è gratis. Ah, dimenticavo: noi paghiamo anche meno tasse degli altri, perché non abbiamo bisogno di laboratori! In fondo i nostri libri sono eterni e ci bastano quelli che abbiamo. Finito di pranzare, ci dirigiamo verso l'unica lezione davvero importante del semestre, Ariafrittologia, il corso che t'insegna a raggirare il prossimo. Sì perché la cultura serve a questo, a che serve frequentare Letteratura e Filologia? Il professore è uno di quelli che abbiamo solo noi, a Giurisprudenza se li sognano: risponde a tutte le mail, porta vecchie prove d'esame in classe, ci fa gli esami a crocette, non ha mai la luna storta e arriva sempre con un quarto d'ora di anticipo. E poi è un figo pazzesco! Naturalmente poi a noi di Antiche riserva un trattamento di favore, perché già abbiamo operato una scelta faticosa al momento di iscriverci, vorrai mica che ci oberino di lavoro? Insomma, noi sappiamo il greco, basta quello per la laurea! A fine giornata sono stanca morta perché è stata durissima, però riesco a trovare il tempo per un paio di spritz...perché noi ci divertiamo pure!
Mi sveglio alle 9, tanto la frequenza non è così necessaria. Gironzolo per la casa, mi sistemo con cura trucco e parrucco, faccio una sana e abbondante colazione leggendo il giornale e poi esco. Vado al Liviano a studiare perché là si trova sempre posto e perché magari incappo nell'assistente (il noto assistente letterato, esempio di umanità e buon cuore) che mi darà preziosi consigli su come affrontare al meglio la dilatatissima sessione d'esame. Ah no, aspetta, c'è un mio amico al bar e non posso non passare a salutarlo! Tra una chiacchiera e l'altra si è fatta l'ora di pranzo. Ci avviamo verso la mensa, che non è mai piena e che ovviamente è gratis. Ah, dimenticavo: noi paghiamo anche meno tasse degli altri, perché non abbiamo bisogno di laboratori! In fondo i nostri libri sono eterni e ci bastano quelli che abbiamo. Finito di pranzare, ci dirigiamo verso l'unica lezione davvero importante del semestre, Ariafrittologia, il corso che t'insegna a raggirare il prossimo. Sì perché la cultura serve a questo, a che serve frequentare Letteratura e Filologia? Il professore è uno di quelli che abbiamo solo noi, a Giurisprudenza se li sognano: risponde a tutte le mail, porta vecchie prove d'esame in classe, ci fa gli esami a crocette, non ha mai la luna storta e arriva sempre con un quarto d'ora di anticipo. E poi è un figo pazzesco! Naturalmente poi a noi di Antiche riserva un trattamento di favore, perché già abbiamo operato una scelta faticosa al momento di iscriverci, vorrai mica che ci oberino di lavoro? Insomma, noi sappiamo il greco, basta quello per la laurea! A fine giornata sono stanca morta perché è stata durissima, però riesco a trovare il tempo per un paio di spritz...perché noi ci divertiamo pure!
La prosciuttara.
Questa era la mia maestra di nuoto, che qua chiameremo Prosciuttara. Non vorrei dire banalità, quindi non spiegherò il perché. Bisogna dire che sono sempre stata una pessima allieva, capace di far finta di non aver sentito il fischio d'inizio con l'unico miserevole fine di procrastinare il momento in cui l'acqua ragia sarebbe transitata dalle mie narici alla mia gola. L'allieva che non poteva essere retrocessa al corso inferiore perché la piscinetta dei lattanti era sovraffollata. L'allieva che ogni maestra prosciuttara vorrebbe avere per scaricarvi il suo sadismo.
E ora, la Prosciuttara.
1 Il fiocco. Ovviamente questo è un fiocchetto indicativo dell'immane, inutile quantità di mollette rosa che la Prosciuttara possiede. Ogni giorno ne mette una diversa, quindi in un anno arriva a coprire tutte le gradazioni di rosa che nemmeno il guardaroba di Barbie completo di spazzoline ed elastici.
2 I capelli. Biondi, biondissimi, tintissimi, giallissimi. Fanno blocco compatto sul testone della Prosciuttara, non si spostano neanche a bagnarli e nascondono un sottobosco di muffa impregnata di cloro. Il microcosmo di insetti che vi si annida potrebbe stupire Piero Angela: anni e anni di inverni passati in piscine enormi, riscaldamento a palla ed esalazioni della (mia) pipì.
3 Sopracciglia perfettamente depilate, così depilate che la prosciuttara se l'è dovute tatuare, e ora incombono grigie e porose sui marmocchi impauriti. Occhio assassino, l'occhio piccolo, infossato e fiammeggiante dei mostriciattoli di Rasputin. Vistoso e colanteolio ombretto azzurro perlato. Naso a patata. E' chiaro che queste parti anatomiche formino un'Invincibile Armata: qualsiasi espressione (in un range che va da più incazzato a incazzato, da fortemente sospettoso a bovinamente stupefatto, da rabbioso a privo di senno) la nostra voglia assumere, il suo aspetto rimarrà sempre uguale a se stesso...ovvero a come l'ho disegnato, se non più cattivo.
4 Sulla mascella mascolina (come farebbe se no ad accogliere la poderosa dentatura?) fioriscono escrescenze purulente a coronare una boccuccia sempre placcata di rosso, roba da diva, sempre spalancata, sempre sul punto di abbaiare "Saaaaaraaaaaaaa!" e ovviamente traboccante gengive biancastre e giallognole zanne. Brillano di bava bramosa di piccola-bimba-appena-arrivata-in-piscina. Denti di quelli capaci di fiutare la preda.
5 Collo taurino e spalle da canottiere. Ineccepibile, nuota.
6 Il Fischietto. Strumento di massima tortura, utilizzabile anche mentre si abbaia. Sempre perfettamente lustro, con una bocchetta per rovesciare gli sputacchi sui timidi genitori.
7 Poppe quadre, unico caso in cui l'ossimoro diventa necessità. Non riuscirei a sopportare la visione di un uomo con poppe tonde.
8 Mani porcine. Piccole, cicciottelle, paffute manine che fanno pendant con piccoli piedi paffuti (vedi punto 10), come nella miglior tradizione di pigmee imbottite di testosterone.
9 Questo punto toccherebbe ai fianchi, ma si potrebbe anche saltare, visto che è risaputo che le prosciuttare pigmee testosteroniche nuotatrici non hanno i fianchi. Da ragazzina credevo fosse una cosa bella, poi
10 Piedini cicciottelli infilati nelle ciabatte di Piperita Patty. La Prosciuttara sciabatta. La riconosci dallo sciabattio, ciaff ciaff ciaff ciaff, e ancor prima di aver realizzato che quelle sono le sue ciabatte, vieni assordato da una voce nasale: "Saaaaaraaaaaa!"
In realtà volevo parlare delle prosciuttare vere, di quelle che ti vendono il prosciutto al supermercato e che non tolgono mai e dico mai mai mai il grasso, ma era troppo difficile disegnarne una.
E ora, la Prosciuttara.
1 Il fiocco. Ovviamente questo è un fiocchetto indicativo dell'immane, inutile quantità di mollette rosa che la Prosciuttara possiede. Ogni giorno ne mette una diversa, quindi in un anno arriva a coprire tutte le gradazioni di rosa che nemmeno il guardaroba di Barbie completo di spazzoline ed elastici.
2 I capelli. Biondi, biondissimi, tintissimi, giallissimi. Fanno blocco compatto sul testone della Prosciuttara, non si spostano neanche a bagnarli e nascondono un sottobosco di muffa impregnata di cloro. Il microcosmo di insetti che vi si annida potrebbe stupire Piero Angela: anni e anni di inverni passati in piscine enormi, riscaldamento a palla ed esalazioni della (mia) pipì.
3 Sopracciglia perfettamente depilate, così depilate che la prosciuttara se l'è dovute tatuare, e ora incombono grigie e porose sui marmocchi impauriti. Occhio assassino, l'occhio piccolo, infossato e fiammeggiante dei mostriciattoli di Rasputin. Vistoso e colante
4 Sulla mascella mascolina (come farebbe se no ad accogliere la poderosa dentatura?) fioriscono escrescenze purulente a coronare una boccuccia sempre placcata di rosso, roba da diva, sempre spalancata, sempre sul punto di abbaiare "Saaaaaraaaaaaaa!" e ovviamente traboccante gengive biancastre e giallognole zanne. Brillano di bava bramosa di piccola-bimba-appena-arrivata-in-piscina. Denti di quelli capaci di fiutare la preda.
5 Collo taurino e spalle da canottiere. Ineccepibile, nuota.
6 Il Fischietto. Strumento di massima tortura, utilizzabile anche mentre si abbaia. Sempre perfettamente lustro, con una bocchetta per rovesciare gli sputacchi sui timidi genitori.
7 Poppe quadre, unico caso in cui l'ossimoro diventa necessità. Non riuscirei a sopportare la visione di un uomo con poppe tonde.
8 Mani porcine. Piccole, cicciottelle, paffute manine che fanno pendant con piccoli piedi paffuti (vedi punto 10), come nella miglior tradizione di pigmee imbottite di testosterone.
9 Questo punto toccherebbe ai fianchi, ma si potrebbe anche saltare, visto che è risaputo che le prosciuttare pigmee testosteroniche nuotatrici non hanno i fianchi. Da ragazzina credevo fosse una cosa bella, poi
10 Piedini cicciottelli infilati nelle ciabatte di Piperita Patty. La Prosciuttara sciabatta. La riconosci dallo sciabattio, ciaff ciaff ciaff ciaff, e ancor prima di aver realizzato che quelle sono le sue ciabatte, vieni assordato da una voce nasale: "Saaaaaraaaaaa!"
In realtà volevo parlare delle prosciuttare vere, di quelle che ti vendono il prosciutto al supermercato e che non tolgono mai e dico mai mai mai il grasso, ma era troppo difficile disegnarne una.
venerdì 13 gennaio 2012
La rinascita, e piccole cose irritanti e ignorabili.
1 Non vi darò l'indirizzo del mio precedente blog (blog che costituisce il motivo per cui questo post si chiama La rinascita) perché me ne vergogno e provo il pentimento di una Taide cristiana ogni volta che ci penso.
2 Costipazione vuol dire "stitichezza", agiografia significa "biografia di un santo". Mettere insieme questi due vocaboli non vi darà un senso ma a me ha dato un titolo sensazionalmente originale. Non vi do i significati per offendervi, ma prima ero al telefono con una persona speciale - non ne farò il nome, ma vi dico solo che è speciale - e, dicevo, questa persona speciale, che poi questi incisi sono snervanti, non sapeva cosa volesse dire "agiografia". Io stessa sono andata a cercarmi "costipazione". Avete presente quelle belle parole sul vecchio-semialtisonante-esotico di cui non sapete l'esatto significato ma che vi piacerebbe tanto inserire ovunque se ne presenti la ghiotta possibilità?
3 Cose su di me: ho una sorella più giovane, magra e alta di me, un fidanzato paziente, una vita relativamente spensierata per nove mesi l'anno, niente gatti, niente manuali su come diventare Audrey Hepburn, una quantità vergognosa di ballerine, tre cardigan uguali e mi piace scrivere cose che irritano la gente.
4 La mia pancia ha un nome, ci sono affezionata ed è autorionica; non se la prende quando il mio ragazzo fa con lei come il pediatra ha fatto con le mie guanciotte rosse per la bellezza di 15 anni.
5 Ho appena mangiato spatzle in una tazza. Ho due splendide tazze bianco sporco dell'Ikea per il tè e per mangiarci quando mi sento freak, una tazza rossa con i dinosauri (che farebbe coppia con quella gialla coi fiori stralunati di mia sorella, se non vivessimo a circa trecento chilometri di distanza) per il latte col Nesquik, due bicchieri kitsch che mi porto dietro dal primo giorno di università, un cucchiaio medio con uno gnomo in rilievo. Ultimamente questo cucchiaio si è ricongiunto con suo fratello e ora sguazzano insieme nel calcare del mio portaposatebagnate.
6 Vorrei imparare ogni giorno una nuova parola ma il dizionario di italiano è troppo pesante per essere tolto dalla libreria, quindi mi limito a studiare Lettere in attesa che la scienza forzata mi levi da quest'inedia intellettiva.
7 Ho smesso di mangiarmi le unghie il primo giorno di quinta elementare; sempre intorno a quella data ho deciso che la Frangetta dell'Infanzia era out e me la sono tagliata. Mia madre mi ha spedita a scuola con una fascetta e da allora me la sono fatta crescere. Una volta a diciott'anni me l'ero fatta tagliare dalla parrucchiera (una cosa molto professionale eh) e un mio compagno mi ha detto che sembravo una battona cecoslovacca. Ho un rapporto conflittuale con la frangia.
8 Altri nomi per questo blog potevano essere:
Diario di una (? non sapevo cosa metterci)
Sara senza acca
Fatti ignorabili
9 Ce l'ho quasi fatta.
10 Ecco, ora sono arrivata al numero dieci. Il numero massimo di cose che possiamo tenere a mente è 7, i ritornelli vanno ripetuti sempre 3 volte, i prezzi delle catene low cost ignorano lo 0, ma da quando Mosè scese dal monte con le tavole dei comandamenti noi contiamo in base 10. O forse è l'ennesimo complotto del club del terzo mercoledì del mese.
11 Ah, sono complottista.
2 Costipazione vuol dire "stitichezza", agiografia significa "biografia di un santo". Mettere insieme questi due vocaboli non vi darà un senso ma a me ha dato un titolo sensazionalmente originale. Non vi do i significati per offendervi, ma prima ero al telefono con una persona speciale - non ne farò il nome, ma vi dico solo che è speciale - e, dicevo, questa persona speciale, che poi questi incisi sono snervanti, non sapeva cosa volesse dire "agiografia". Io stessa sono andata a cercarmi "costipazione". Avete presente quelle belle parole sul vecchio-semialtisonante-esotico di cui non sapete l'esatto significato ma che vi piacerebbe tanto inserire ovunque se ne presenti la ghiotta possibilità?
3 Cose su di me: ho una sorella più giovane, magra e alta di me, un fidanzato paziente, una vita relativamente spensierata per nove mesi l'anno, niente gatti, niente manuali su come diventare Audrey Hepburn, una quantità vergognosa di ballerine, tre cardigan uguali e mi piace scrivere cose che irritano la gente.
4 La mia pancia ha un nome, ci sono affezionata ed è autorionica; non se la prende quando il mio ragazzo fa con lei come il pediatra ha fatto con le mie guanciotte rosse per la bellezza di 15 anni.
5 Ho appena mangiato spatzle in una tazza. Ho due splendide tazze bianco sporco dell'Ikea per il tè e per mangiarci quando mi sento freak, una tazza rossa con i dinosauri (che farebbe coppia con quella gialla coi fiori stralunati di mia sorella, se non vivessimo a circa trecento chilometri di distanza) per il latte col Nesquik, due bicchieri kitsch che mi porto dietro dal primo giorno di università, un cucchiaio medio con uno gnomo in rilievo. Ultimamente questo cucchiaio si è ricongiunto con suo fratello e ora sguazzano insieme nel calcare del mio portaposatebagnate.
6 Vorrei imparare ogni giorno una nuova parola ma il dizionario di italiano è troppo pesante per essere tolto dalla libreria, quindi mi limito a studiare Lettere in attesa che la scienza forzata mi levi da quest'inedia intellettiva.
7 Ho smesso di mangiarmi le unghie il primo giorno di quinta elementare; sempre intorno a quella data ho deciso che la Frangetta dell'Infanzia era out e me la sono tagliata. Mia madre mi ha spedita a scuola con una fascetta e da allora me la sono fatta crescere. Una volta a diciott'anni me l'ero fatta tagliare dalla parrucchiera (una cosa molto professionale eh) e un mio compagno mi ha detto che sembravo una battona cecoslovacca. Ho un rapporto conflittuale con la frangia.
8 Altri nomi per questo blog potevano essere:
Diario di una (? non sapevo cosa metterci)
Sara senza acca
Fatti ignorabili
9 Ce l'ho quasi fatta.
10 Ecco, ora sono arrivata al numero dieci. Il numero massimo di cose che possiamo tenere a mente è 7, i ritornelli vanno ripetuti sempre 3 volte, i prezzi delle catene low cost ignorano lo 0, ma da quando Mosè scese dal monte con le tavole dei comandamenti noi contiamo in base 10. O forse è l'ennesimo complotto del club del terzo mercoledì del mese.
11 Ah, sono complottista.
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